Benvenuto Pietro.
Piacere mio.
Se ti dovessi presentare con un solo aggettivo, quale sceglieresti?
Affidabile. Per me l’affidabilità è la capacità di saper riportare sempre la nave nel porto, anche quando si è attraversata una tempesta spaventosa e imprevedibile.
Di cosa ti occupi professionalmente in trenta secondi?
Mi occupo di tutto ciò che è comunicazione e digitalizzazione a 360 gradi: infrastrutture cloud, cyber security, sviluppo di siti internet, geomarketing ed intelligenza artificiale, che ormai sta dappertutto come il cacio sui maccheroni.
Da piccolo quale lavoro sognavi di fare?
Il calciatore, come tutti i bambini dell’epoca cresciuti festeggiando lo scudetto della Roma e il Mondiale vinto dall’Italia. Crescere nei prati dell’Eur, giocando a pallone con gli amici fino a quando non faceva buio pesto e iniziavano i cosiddetti minuti di recupero prima che i genitori ci chiamassero a casa, era un vero e proprio paradiso terrestre. Poi, crescendo, è emersa la passione vera e propria: lavorare con i computer e l’informatica.
Che cosa ti è rimasto di quelle partite d’infanzia giocate per strada e sui prati?
C’era una grande competizione ma anche il piacere profondo di giocare l’uno per l’altro. L’importante non era soltanto vincere, ma stare insieme, fare gruppo e divertirsi. Dallo sport ho trasferito direttamente in azienda i valori fondamentali dell’organizzazione, dell’allenamento costante, dei processi, del lavoro di squadra e della gerarchia intesa come guida. Il vero leader è quello che dà sempre l’esempio: il primo ad arrivare, l’ultimo a uscire e colui che accompagna sempre i propri collaboratori senza lasciarli mai da soli.
Com’è nata la tua passione per l’informatica e per i calcolatori?
Il mio primissimo computer fu un Commodore 64. Me ne innamorai a tal punto che la notte mi svegliai per giocarci, lo lasciai acceso per 48 ore consecutive e il trasformatore si bruciò. Da lì capii che bisognava sempre bilanciare le cose, pur tenendo sempre alta l’asticella delle proprie ambizioni. Con quel computer creai persino un intero database con tutte le partite e le finali della Coppa dei Campioni. Per me l’informatica ha sempre unito il dovere dello studio al piacere della passione. Infatti, usavo la mia abilità nella stenografia per farmi finanziare dai miei genitori l’abbonamento al Guerin Sportivo, applicandomi con maggiore entusiasmo e dedizione nelle cose che mi piacevano di più.
Ci racconti la tua prima vendita?
Fu una vendita a distanza, fatta interamente al telefono per l’azienda in cui lavoravo. Avevo proposto servizi innovativi e prodotto una grande quantità di documentazione e approfondimenti richiesti dal cliente. Dopo due giorni di attesa, mi chiamarono per dirmi che avevano firmato il contratto e volevano sapere quando poter iniziare. Fu una carica di entusiasmo e di energia incredibile, che ancora oggi mi spinge ad affrontare il lavoro con il sorriso e con la carica giusta.
Come si diventa un’eccellenza nel proprio settore?
Riprendo le parole del Papa quando disse a noi giornalisti di non accontentarci mai della mediocrità. Eccellenza significa cercare sempre la cosiddetta ciliegina sulla torta, applicando però sempre i concetti alla realtà concreta e misurabile. Inoltre significa non smettere mai di studiare. Bisogna aggiornarsi continuamente, leggere manuali tecnici, seguire webinar, analizzare il mercato di ieri e di oggi per ipotizzare e anticipare quello di domani. La fortuna e la sfortuna contano forse per un 10%, ma l’80% del risultato dipende esclusivamente dal nostro impegno, dalla preparazione e dal nostro lavoro.
Quanto è importante oggi la cyber security per le aziende?
È assolutamente fondamentale. Chiunque non investe in sicurezza informatica mette a serio rischio l’intero business aziendale. Se un hacker viola la posta o ruba dati sensibili, le conseguenze operative, economiche e reputazionali sono devastanti. La cyber security e la conformità al GDPR non sono un’ansia burocratica, ma il primo e più efficace strumento di protezione a tutela dell’imprenditore stesso.
Ci sono incentivi per le imprese che vogliono digitalizzarsi e mettersi al sicuro?
Sì, ci sono diverse opportunità estremamente vantaggiose, come i bandi del MIMIT che prevedono contributi a fondo perduto fino al 50% per gli investimenti in cloud e cyber security. La nostra agenzia è partner qualificata Microsoft e Kaspersky e supportiamo costantemente le aziende nel cogliere queste risorse per accedere a tecnologie performanti e certificate a costi nettamente ridotti.
Che cos’è l’intelligenza artificiale e come impatta sul vostro lavoro?
Per me l’intelligenza artificiale è come la calcolatrice trent’anni fa: uno strumento straordinario che ci supporta nelle attività ridondanti, ripetitive e replicabili, ma che resta sempre guidato dall’uomo. Dà risposte in base agli input che riceve, ma il ragionamento strategico, l’etica e la direzione decisionale rimangono saldamente nelle mani delle persone.
Quale messaggio ti senti di dare ai giovani che vogliono fare impresa?
Ai giovani dico di mantenere sempre la fame e l’entusiasmo. Non abbiate paura di partire in proprio: siate responsabili e fate, agite concretamente. Mettete in conto che si può sbagliare, ma dagli errori si impara sempre per andare avanti facendo tesoro dell’esperienza. Investite continuamente su voi stessi, sulla formazione e circondatevi sempre di persone valide.
Che cosa vuoi fare da grande, Pietro?
Quello che sto già facendo, con la stessa voglia di fare e senza mai perdere il sorriso, la motivazione e la passione anche nei momenti più complessi