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Massa Marco

Benvenuto Marco.
Benvenuti a voi.

Chi è Marco Massa?
Sono una persona che si è costruita passo dopo passo, senza scorciatoie. La curiosità è sempre stata la mia forza: ho avuto bisogno di mettermi in discussione, imparare, approfondire. Sono del segno dei Gemelli e spesso dico che dentro di me convivono più personalità: quella prudente, quella impulsiva, quella che teme il rischio e quella che invece lo affronta. È una dualità che mi accompagna da sempre, sia nella vita che nel lavoro.

Da ragazzo avevi già chiaro cosa volessi fare?
No, assolutamente. Alle medie scelsi ragioneria quasi per timore di percorsi che immaginavo troppo difficili. Poi però ho scoperto che studiare mi piaceva davvero. Ho scelto Economia e Commercio e all’università ero uno di quelli che facevano domande continuamente. Non riuscivo ad accontentarmi di capire a metà: avevo bisogno di approfondire tutto fino in fondo.

C’è stato un momento che ti ha fatto capire il tuo valore?
Ricordo una lezione di Scienza delle Finanze alla Parthenope. Il professore stava scrivendo una formula alla lavagna e io notai un errore. Glielo feci presente con molta timidezza. Lui controllò e disse davanti a tutti che avevo ragione. Partì un applauso spontaneo in aula e io diventai rosso dall’imbarazzo. Poco dopo mi propose di diventare suo assistente universitario. Quel professore era Salvatore Cuda, una figura fondamentale nella mia crescita umana e professionale.

Che insegnamento ti ha lasciato?
Il più importante è stato credere in sé stessi. Mi ha insegnato che anche partendo da zero, senza appoggi particolari, con impegno e costanza si può costruire qualcosa di importante. Oggi molti cercano risultati immediati, ma io nella vita ho preso tante “mazzate” e proprio quelle difficoltà mi hanno formato. Cadere è normale, la differenza la fa la capacità di rialzarsi.

Marco Massa oggi è anche un rappresentante di interessi. In parole semplici: che cosa fa un lobbista?
Il termine corretto oggi è “rappresentante di interessi”. Significa portare all’attenzione delle istituzioni i problemi concreti di imprese, professionisti e cittadini. Non significa imporre qualcosa alla politica, ma creare dialogo. Il mio lavoro mi permette di ascoltare ogni giorno le difficoltà reali delle persone e trasformarle in proposte concrete.

Quindi fai da ponte tra cittadini e istituzioni?
Esattamente. Nel mio studio incontro grandi imprenditori ma anche piccoli commercianti. Per me hanno tutti lo stesso valore, perché dietro ogni attività ci sono famiglie, sacrifici e responsabilità. Molti non si lamentano del dover pagare le tasse in sé, ma della complessità del sistema e della pressione continua che sentono addosso.

Il sistema fiscale italiano oggi è troppo pesante?
Più che pesante, spesso è complicato. Ci sono imposte nazionali, regionali, comunali, contributi e continui adempimenti burocratici. Chi lavora ha la sensazione di trovarsi dentro una giungla normativa. Le imprese avrebbero bisogno soprattutto di semplicità e chiarezza per poter programmare e crescere con serenità.

Quanto pesa oggi la concorrenza globale sulle piccole attività?
Tantissimo. Ricordo la prima volta che entrai in un grande supermercato cinese: vidi tanti italiani comprare prodotti senza nemmeno capire le etichette. Questo accade perché il costo della vita aumenta e le famiglie cercano risparmio. Però così le eccellenze del nostro territorio rischiano di diventare beni di lusso. Anche piccoli aumenti quotidiani, dal pane al latte, incidono enormemente sui bilanci familiari.

Come nasce il tuo interesse per la politica?
Nasce dall’amore per il territorio. Durante la campagna elettorale regionale ho incontrato tantissimi giovani che non vogliono lasciare Napoli e la Campania. Vogliono restare qui, ma desiderano opportunità vere. Non sono stato eletto, ma quell’esperienza mi ha dato ancora più voglia di continuare a impegnarmi.

Che rapporto hai percepito con le persone?
Molto umano. In tanti mi hanno detto di vedere in me una persona normale, una faccia pulita. Credo che oggi la gente non chieda miracoli: chiede ascolto, rispetto e dignità. A volte basta semplicemente esserci davvero.

Quanto ha inciso tuo padre nella tua formazione?
Moltissimo. Mio padre, Gino Massa, era un commerciante e mi ha insegnato due valori fondamentali: l’onestà e la libertà. Mi ripeteva sempre di non mischiare mai il lavoro con certe scorciatoie facili. Ancora oggi tante persone lo ricordano con affetto, e questo per me vale più di qualsiasi successo professionale.

Qual è oggi il tuo obiettivo?
Professionalmente ho trovato un mio equilibrio, anche se si può sempre crescere. Mi piacerebbe però mettere le mie competenze al servizio delle istituzioni. Lo dico con sincerità: un giorno mi piacerebbe diventare parlamentare, non per ambizione personale ma per dare un contributo concreto al territorio.

Ti senti una persona molto orientata agli altri?
Sì, forse anche troppo, come dice spesso mia moglie. Però credo davvero che il senso più profondo del lavoro sia essere utili agli altri. Quando riesci ad aiutare qualcuno, anche solo con un consiglio, senti di aver fatto qualcosa che ha valore.

Questa è la prima intervista di Italian Best Company realizzata su un bus. Che messaggio vuoi lasciare ai giovani?
Ai giovani dico di studiare, perché oggi senza preparazione è difficile affrontare un mondo che cambia continuamente. Agli imprenditori consiglio di investire di più nelle nuove generazioni, nella formazione e nelle esperienze concrete. E ai professionisti dico di collaborare di più tra loro: fare squadra può aiutare non solo i clienti, ma anche l’intero tessuto economico e sociale.

Grazie per essere stato con noi.
È stato davvero un piacere.

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