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Mauro Giuseppe

Benvenuto Giuseppe.
Grazie, è un piacere.

Chi è Giuseppe Mauro?
Una persona che ha avuto la fortuna di crescere nel mondo dell’impresa grazie a suo padre, dirigente e direttore generale di grandi aziende del Sud tra anni ’80 e ’90. Fin da bambino ho respirato quel mondo, passando le estati negli stabilimenti di vino, pasta, alcol e altri settori produttivi. È lì che ho iniziato a capire davvero cosa significa fare impresa.

Che ricordi hai di quel periodo?
Ricordo colori, odori e un movimento continuo. Vivevamo quasi da itineranti: partivamo il martedì e rientravamo il sabato dopo aver visitato diversi stabilimenti. C’era anche un’organizzazione molto avanzata per l’epoca, con sistemi informativi e centri dati che mi hanno colpito molto. Ho imparato osservando direttamente le dinamiche aziendali.

La tua formazione nasce dall’osservazione?
Sì, dall’osservazione e dalla pratica. Ho vissuto l’azienda a 360 gradi: produzione, amministrazione, commerciale e parte finanziaria. Vedere nascere un prodotto era quasi come vedere nascere un figlio.

Oggi ti occupi di caffè e dolci. È ancora emozionante?
Assolutamente sì. Tra Giffoni e Marcianise abbiamo circa 120 referenze. Ogni prodotto ha una sua identità e una sua storia: continua a essere emozionante come all’inizio.

Da bambino cosa sognavi di fare?
Ero appassionato di politica, conoscevo tutti i leader dell’epoca e mi affascinavano comunicazione e consenso. Poi, frequentando le aziende di mio padre, ho capito che la mia strada era l’impresa. Nel 2017 nasce Espresso, prima sul caffè e poi anche nel dolciario.

Cosa hai imparato dalle grandi aziende?
Ho capito cosa funzionava e cosa no. Erano realtà molto organizzate, ma spesso orientate più al prezzo che alla qualità. Ho imparato una cosa fondamentale: chi ti sceglie solo per il prezzo non sarà mai un cliente fedele.

È questa la filosofia di Espresso?
Sì. Noi siamo entrati nel mercato con prezzi anche più alti della media, ma giustificati dalla qualità delle materie prime, della lavorazione e del risultato finale. Non volevamo essere i più economici, ma riconoscibili per qualità.

Come si stabilisce il prezzo di un prodotto?
Dietro un prezzo ci sono analisi molto precise: food cost delle materie prime e degli imballaggi, ma anche costi di personale, energia, struttura, ammortamenti, ferie e contributi. Ogni voce incide più di quanto si immagini.

Quanto pesano i costi energetici?
Tantissimo. Solo tra gli stabilimenti arriviamo a circa un milione di euro l’anno. Per questo stiamo investendo nel fotovoltaico: è una scelta economica ma anche etica e sostenibile.

Come nasce Espresso?
Nasce nel 2017 come distribuzione di caffè. Nel 2019 apriamo i primi punti vendita e nel 2020 iniziamo la produzione dolciaria interna, perché non trovavamo prodotti da colazione all’altezza del nostro caffè.

Ricordi il primo dolce prodotto?
Benissimo. È stata una grande emozione, davvero come vedere nascere qualcosa di nuovo.

Cosa conta di più nel prodotto?
La materia prima è fondamentale. Anche il miglior pasticciere non può ottenere un grande risultato senza ingredienti di qualità.

Cosa rende speciali i vostri dolci?
Abbiamo cercato di mantenere l’anima artigianale anche nei processi industriali. Non è il prodotto che si adatta ai macchinari, ma le attrezzature che si adattano al prodotto. Alcune produzioni restano totalmente artigianali.

Parli spesso di Academy. Perché è importante?
Perché serve un ricambio generazionale. Oggi pochi giovani si avvicinano a questi mestieri. Vogliamo formare nuove figure nel caffè e nella pasticceria per preservare competenze preziose.

Quanto conta la tradizione nell’enogastronomia italiana?
Conta tantissimo e continuerà a contare sempre di più. Il Made in Italy è un vantaggio enorme all’estero, sinonimo immediato di qualità.

Dove siete presenti oggi?
Abbiamo unità produttive in Campania, punti vendita diretti e presenza anche al Nord con il marchio Caffè Napoli. Inoltre collaboriamo con la grande distribuzione e realtà importanti del settore.

Quanto sono importanti le persone in azienda?
Sono fondamentali. Le aziende vivono di persone e informazioni. Per questo cerchiamo di valorizzare giovani, donne e chi ha voglia di crescere.

Cosa cerchi durante un colloquio?
La curiosità. Una persona curiosa è una persona che vuole imparare e su cui vale la pena investire.

Hai un modello di riferimento?
Sergio Marchionne, per la sua capacità di visione e per l’approccio organizzativo e umano all’impresa.

Come affronti i momenti difficili?
Con lucidità e calma. È importante non perdere equilibrio e puntare sempre su prodotto e persone.

Quanto è cambiato il consumatore?
Moltissimo. Dopo il Covid è più attento, legge le etichette e vuole sapere cosa consuma.

Quanto conta la salute nel tuo settore?
Conta sempre di più. Collaboriamo anche con realtà legate alla salute e sappiamo quanto l’alimentazione incida sulla qualità della vita.

Che consiglio dai ai giovani imprenditori?
Essere dinamici e curiosi, ma soprattutto trasformare la conoscenza in pratica.

Quanto contano i numeri in azienda?
Contano tantissimo: costi, dati e performance vanno monitorati continuamente per prendere decisioni corrette.

Che rapporto hai con il successo?
Va vissuto con equilibrio. Mai perdere umiltà e lucidità.

Com’è il rapporto con la grande distribuzione?
È un mercato complesso. Noi però non svendiamo il prodotto: deve essere scelto per qualità, non per prezzo.

Quanto contano le relazioni?
Sono decisive, ma devono sempre essere sostenute da un prodotto che mantiene le promesse.

Come si diventa eccellenza?
Con due elementi fondamentali: qualità del prodotto e valorizzazione delle persone. Senza questi non si costruisce nulla di duraturo.

Cosa diresti ai ragazzi della Federico II e agli imprenditori?
Ai giovani: trasformate la cultura in pratica. Agli imprenditori: restate dinamici e pronti a leggere i cambiamenti del mercato.

Cosa ti viene in mente pensando a Italia Best Company?
Eccellenza. Un progetto che valorizza persone e imprese che costruiscono valore reale.

Grazie Giuseppe.
Grazie a voi, è stata una chiacchierata davvero piacevole.

 

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