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Manzo Armando

Benvenuto Armando
Benvenuti a voi.

Descriviti con un aggettivo
Determinato. Punto sempre gli obiettivi, ma senza perdere il rispetto per gli altri e per le regole.

La tua professionalità in trenta secondi
Si basa soprattutto sulla serietà. Chi lavora con me sa che mantengo gli impegni e che cerco sempre di trasmettere sicurezza. Credo molto nel rapporto umano e nella capacità di far comprendere davvero un progetto.

Da piccolo che lavoro sognavi di fare?
Ero diviso tra due mondi: la ristorazione, grazie a mia madre, e il servizio allo Stato, grazie a mio padre che apparteneva alla Polizia. Alla fine, nella mia vita, sono riuscito a vivere entrambe le esperienze.

Hai iniziato molto presto a lavorare.
Sì, già a 14 anni frequentando l’alberghiero. Facevo le stagioni estive con il mio professore di cucina e lì ho imparato davvero le basi del mestiere. Avevo una voglia enorme di imparare e non sentivo la fatica.

Che ricordo hai del tuo primo giorno di lavoro?
Ricordo soprattutto la curiosità. Volevo imparare tutto e velocemente. Ogni compito era un’occasione per crescere. Anche se era un lavoro sacrificante, sentivo che quella era la mia strada.

Poi arriva l’esperienza nell’Arma dei Carabinieri.
Esatto. Dopo il diploma scelsi di arruolarmi come carabiniere ausiliario. È stata un’esperienza fondamentale perché mi ha formato caratterialmente e mi ha insegnato disciplina, responsabilità e gestione delle difficoltà.

Perché hai deciso di congedarti?
Per la lontananza da casa e perché vedevo poca tutela verso le forze dell’ordine. È un lavoro che fai per missione non per motivi economici. Chi indossa una divisa affronta rischi enormi senza il giusto riconoscimento.

Hai avuto paura di ricominciare?
No, perché avevo già un mestiere nelle mani. Sono tornato nella ristorazione con ancora più determinazione, puntando sempre alla qualità e all’eccellenza.

Hai lavorato anche nella ristorazione di alto livello.
Sì, ho avuto esperienze importanti nei ristoranti stellati e questo mi ha insegnato tantissimo sulla cura dei dettagli, sull’organizzazione e sulla mentalità imprenditoriale.

Nel frattempo arriva anche la famiglia.
Mia moglie è stata ed è il mio punto di forza. Abbiamo costruito una famiglia bellissima con tre figli e ogni scelta importante della mia vita è stata affrontata insieme a lei.

Nel 2019 apri il tuo ristorante. Poi arriva il Covid.
È stato un colpo durissimo. Quel locale rappresentava anni di sacrifici, ma il Covid ha cambiato tutto. In quel momento, però, ho capito che bisognava reagire senza piangersi addosso.

Come hai affrontato quel periodo?
Con lucidità e con il supporto della mia famiglia. Cercavo di non trasmettere preoccupazione ai miei figli, mentre con mia moglie affrontavo tutte le paure e le difficoltà del momento.

Quindi decidi di rimetterti a studiare.
Sì. Mi mancavano pochi esami alla laurea in Scienze Giuridiche e decisi di completare il percorso. Studiavo di notte, quando tutti dormivano. È stata una sfida personale ma anche una responsabilità verso la mia famiglia.

Poi arriva il concorso pubblico.
Esatto. Nel 2022 ho vinto il concorso all’Università Vanvitelli. È stata una grande soddisfazione, perché rappresentava la dimostrazione che anche nei momenti più difficili ci si può reinventare.

Che differenza c’è tra pubblico e privato?
Il pubblico ti dà stabilità, il privato ti forma caratterialmente. Nel privato impari davvero a confrontarti con le persone, con i problemi e con le responsabilità quotidiane.

Da lì nasce anche la King Security.
Sì, insieme a mia moglie abbiamo deciso di investire in un settore che conoscevo bene grazie all’esperienza nelle forze dell’ordine. Così è nata la King Security. Con questo nome volevamo trasmettere autorevolezza e affidabilità. L’idea era creare un’azienda diversa, più organizzata e più attenta alla formazione del personale.

In cosa vi differenziate dagli altri?
Innanzitutto nella presenza costante. Io e mia moglie siamo sempre operativi e vicini sia ai clienti sia ai dipendenti. Inoltre investiamo molto in tecnologia e aggiornamento professionale.

Quanto conta il rapporto umano con i dipendenti?
Tantissimo. Io dico sempre che chi entra nella nostra azienda entra in una famiglia. Per me puntualità negli stipendi, rispetto e dialogo sono cose normali, non straordinarie.

Quali caratteristiche deve avere una persona che lavora con voi?
Educazione, equilibrio e senso di responsabilità. Preferiamo persone con esperienze nelle forze dell’ordine o nell’esercito perché hanno già una formazione mentale importante.

Quando nasce la passione politica?
Da giovanissimo. Ho sempre frequentato l’ambiente delle sezioni politiche, vivendo il confronto e la partecipazione sul territorio. La sezione politica era un luogo di aggregazione vera. Si discuteva, si organizzavano iniziative, si condividevano idee e valori. C’era un forte senso di appartenenza.

Negli ultimi anni hai vissuto la politica da protagonista.
Sì. Ho aperto il primo circolo territoriale del Vomero e ho iniziato un lavoro molto forte sul territorio, ascoltando i cittadini e cercando di diventare un punto di riferimento concreto.

Che cosa significa per te essere leader?
Stare sempre in prima linea. Un leader deve dare l’esempio e affrontare personalmente le difficoltà insieme alle persone che lo seguono.

Hai lasciato Fratelli d’Italia per aderire a Forza Italia. Perché?
Perché sentivo che non c’era più sintonia con il mio percorso e con i miei obiettivi. In Forza Italia ho trovato maggiore compattezza e maggiore condivisione progettuale. Le persone che mi seguono hanno reagito con grande affetto. Ho ricevuto tantissime telefonate e messaggi. Questo mi ha fatto capire che il rapporto costruito negli anni va oltre il simbolo politico.

Quali sono le priorità per il Vomero?
Sicurezza, traffico, parcheggi e manutenzione del verde. Il quartiere è cambiato molto e i cittadini chiedono maggiore attenzione e presenza sul territorio.

Pensi a una candidatura futura?
Sì, è una possibilità concreta. Mi piacerebbe continuare a dare il mio contributo alla città e al territorio che vivo ogni giorno.

Un consiglio per un giovane che vuole entrare nel mondo del lavoro
Studiare è fondamentale, ma bisogna anche avere il coraggio di inseguire ciò che si ama davvero. Quando fai qualcosa con passione, riesci ad affrontare anche i sacrifici più grandi.

Come si superano i momenti difficili?
Credendo in se stessi e circondandosi delle persone giuste. La famiglia, il supporto umano e la determinazione fanno davvero la differenza.

A chi devi dire grazie per il percorso che hai costruito?
A mia moglie e ai miei figli. Sono loro la mia forza quotidiana.

Grazie Armando.
Grazie a voi.

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