Buongiorno Biagio
Buongiorno a voi.
Presentati con un aggettivo.
Caparbio. Sono testardo nel portare avanti le mie idee e gli obiettivi che mi pongo, sia nella vita che nel lavoro.
Professionalmente di cosa ti occupi?
Siamo un’impresa edile del Basso Salento, vicino Santa Maria di Leuca. Ci occupiamo di ristrutturazioni ed efficientamento energetico. Il mio obiettivo è portare nel territorio una cultura più moderna e sostenibile dell’edilizia.
Quindi guardate al futuro rispettando ambiente ed ecosistema.
Sì. Il mio sogno è ridurre l’utilizzo di materiali altamente impattanti e portare nelle case materiali ecosostenibili.
Che rapporto hai con il tuo territorio?
Molto forte. Amo il mio territorio e ho scelto di restare qui, anche sapendo che fare impresa non sarebbe stato semplice.
Quanto potenziale inespresso c’è ancora nella tua zona?
Tantissimo. Però bisogna lavorare molto sulla mentalità. A volte il territorio ha un valore enorme, ma manca la visione giusta per valorizzarlo davvero. Ai giovani bisogna trasmettere un’idea diversa del lavoro. Servono ancora manualità, sacrificio e competenze vere.
Quindi non pensi che l’intelligenza artificiale sostituirà completamente il lavoro manuale?
No. L’intelligenza artificiale può aiutare tanto, ma serve sempre l’uomo per guidarla e supervisionarla. La macchina può supportarti, ma senza persone preparate non funziona.
Da piccolo che lavoro sognavi di fare?
Sembra strano, ma volevo fare il sacerdote. Poi però, intorno ai dodici anni, ho iniziato ad andare in cantiere con mio padre. Vedevo il lavoro, i materiali, la costruzione che prendeva forma, e mi sono innamorato di questo mondo.
Ricordi il tuo primo giorno di lavoro?
Avevo dodici anni. Era un pomeriggio d’estate e mio padre aveva bisogno di una mano. Io vedevo quanto tornasse stanco dal lavoro e sentivo il bisogno di aiutarlo. Da lì è iniziato tutto.
E il primo lavoro da imprenditore?
Mi fu dato grazie a un amico che mi offrì un’opportunità. L’ho colta e da lì ho iniziato il mio percorso, con tante difficoltà, cadute e ripartenze.
Aiutare tuo padre ti ha fatto diventare adulto prima del tempo?
Probabilmente sì. Mia madre dice sempre che sono stato adulto sin da bambino. Giocavo poco, pensavo già al lavoro. Però l’istruzione l’ho conclusa, perché è fondamentale. Poi mi sono dedicato completamente a questo mestiere.
Quali valori ti ha trasmesso tuo padre?
Il valore del lavoro, del sacrificio e soprattutto della responsabilità. Sono principi che oggi voglio trasmettere anche a mio figlio o mia figlia, che arriverà presto.
Che differenza c’è tra essere dipendente e guidare una propria impresa?
Da dipendente vivi con meno responsabilità. Da imprenditore hai il peso di altre famiglie sulle spalle ed è molto più impegnativo.
Che consiglio daresti a un giovane che vuole fare il tuo lavoro?
Di credere nelle proprie idee. Se hai un obiettivo chiaro, anche quando cadi riesci a rialzarti.
Mi raccontavi che stai seguendo una scuola d’impresa. Com’è nata questa esperienza?
Per caso. Ho visto un webinar online e mi sono incuriosito. Ho capito che poteva aiutarmi a migliorare la mia azienda e oggi sto cercando di applicare quei principi anche con i miei collaboratori.
Quanto conta la formazione continua?
Tantissimo. Forse l’ho capito tardi, ma non si smette mai di imparare. Informarsi non basta: bisogna formarsi davvero.
Quanto la tecnologia sta cambiando il settore edilizio?
Moltissimo. Oggi le tecnologie aiutano a ottenere risultati che fino a pochi anni fa erano impensabili. Bisogna imparare a sfruttarle nel modo corretto.
Hai un modello imprenditoriale a cui ti ispiri?
No, mi piace osservare tutti, ma voglio costruire il mio percorso personale.
Cosa farà “da grande” Biagio?
Vorrei rendere la sostenibilità accessibile a più persone possibile. Una casa sostenibile migliora la qualità della vita, il benessere e anche il risparmio economico nel lungo periodo.
Parliamo di reputazione. Quanto conta nel tuo lavoro?
Conta tantissimo. La reputazione nasce dalla sincerità e dalla fiducia.
Nel tuo lavoro entri nelle case e nei sogni delle persone.
Quanto è importante l’ascolto del cliente?
Fondamentale. Il cliente deve sentirsi ascoltato e accompagnato. A volte basta un consiglio in più per fare la differenza.
Spesso però il cliente guarda soprattutto il prezzo.
È vero, ma non sempre spendere di più significa ottenere il massimo. Bisogna trovare il giusto equilibrio tra qualità, funzionalità e sostenibilità.
Che emozione provi quando consegni una casa?
Tanta soddisfazione. Mi immedesimo molto nelle persone e vedere la loro felicità ripaga di tutti i sacrifici.
Il tuo è un lavoro molto emotivo.
Sì, perché si crea un rapporto umano forte con i clienti. Passi mesi insieme a loro e spesso si crea anche amicizia.
Com’è cambiato il settore negli ultimi anni?
Tantissimo. Quando ho iniziato esisteva ancora l’edilizia classica. Oggi si parla sempre di più di sostenibilità ed efficientamento energetico. Io spero che un giorno si arrivi a un’edilizia completamente sostenibile.
Che ruolo ha avuto il Superbonus in questo cambiamento?
Enorme. È stata una manovra che ha dato una spinta incredibile al settore. Ha portato lavoro e innovazione, anche se poi ci sono stati problemi nella gestione.
L’Europa punta molto sul green. Cosa significa per l’edilizia italiana?
Significa che dobbiamo adeguarci. Abbiamo un patrimonio edilizio molto vecchio e sarà necessario intervenire per migliorare consumi e sostenibilità. Sono investimenti importanti, ma che nel tempo ripagano.
Bisogna anche godersi i successi?
Sì, e io ho imparato che vanno condivisi. All’inizio tendevo a vivere tutto da solo, ma i traguardi hanno valore quando li condividi con le persone che ti stanno accanto.
Quando senti IBC cosa ti viene in mente?
Opportunità. Opportunità di conoscere persone nuove, nuove esperienze e confrontarsi con realtà diverse dalla propria.
Se guardi al futuro, cosa ti diresti?
Di continuare a guardare avanti e di non perdere la strada che ho iniziato.
A chi vuoi dire grazie?
Ai miei genitori e a mia moglie. Nei momenti più difficili mi hanno aiutato a rialzarmi e a guardare oltre l’orizzonte. Oggi quella luce riesco finalmente a vederla.
Grazie Biagio.
A voi grazie mille.
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